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VOGLIA DI CAFFÈ? PURCHÈ SIA CAFFÈ AL GINSENG

Il caffè al ginseng è ormai diventato un rituale di consumo, sia al bar che a casa. Tutti lo vogliono, lo amano e lo bevono: che sia lungo, corto o macchiato, chi lo vuole caldo o addirittura freddo. Il caffè al ginseng non è più una bevanda per soli intenditori e sperimentatori dai gusti esotici, ma un’abitudine consolidata per molti consumatori, tanto da rientrare nel paniere dei prodotti analizzati nello studio delle abitudini di consumo dell’Istat.

Ma il caffè al ginseng non è altro che una derivazione un po’ più modaiola, e di certo più gustosa, dell’ancor più antica bevanda al ginseng. Quest’ultima viene preparata mettendo la radice di Ginseng essiccata o in polvere, in acqua e sul fuoco sino ad ebollizione; si fa bollire poi per almeno 15 minuti. Il sapore di questa bevanda è al primo momento intenso e amarognolo, poi però rilascia un retrogusto piacevolmente dolce e corposo. Tuttavia il caffè al ginseng, che nasce dall’unione di caffè, estratto di Ginseng e altri ingredienti, ha preso il sopravvento sulla bevanda in purezza, per il suo sapore unico e avvolgente e per le sue proprietà energetiche e stimolanti. Che non hanno nulla da invidiare a quelle del caffè! Anzi, il ginseng ha un insieme di proprietà e benefici noti alla medicina tradizionale cinese fin dall’antichità.

Il Ginseng, o Panax Ginseng (dal greco pan “tutto” e akèia “cura”, termine dal quale viene anche la parola italiana panacea, cioè rimedio a tutti i mali; il termine ginseng, invece, proviene dal cinese rènshēn, che significa letteralmente ‘pianta dell’Uomo’, proprio per la forma umana delle sue radici), è una pianta erbacea perenne, dal rizoma carnoso e fusiforme, originaria dell’Asia orientale e del Nord America. La medicina tradizionale cinese considera la pianta un elisir di giovinezza, che possiede tutte le virtù terapeutiche, preventive, curative ed energetiche immaginabili; e pare che ciò sia noto da millenni, perché il ginseng compare nei più antichi trattati di medicina, all’inizio dell’era cristiana. La parte utilizzata è generalmente la radice, fresca o essiccata.

 

Di ginseng ne esistono varie tipologie, le cui principali sono:

  • Ginseng Asiatico, è il Panax ginseng. Secondo la medicina tradizionale cinese, il ginseng promuove l’energia yang e si oppone all’esubero dello yin.
  • Ginseng Americano, è il Panax quinquefolius. Secondo la medicina tradizionale cinese, il quinquefolius promuove l’energia yin e riduce l’eccesso dello yang.
LE PROPRIETÀ DEL GINSENG

Le virtù del ginseng sono attribuibili a diverse componenti presenti nelle sue radici. Oltre ad un buon contenuto in vitamine, olii essenziali e polisaccaridi, sono molto importanti i ginsenosidi, i principi attivi principali.

  • Proprietà ipoglicemizzanti, utili per ridurre la concentrazione ematica di glucosio. I ginsenosidi pare favoriscano la sintesi di insulina ed aumentino la produzione di trasportatori del glucosio nel fegato; i panaxani (polisaccaridi) sembra diminuiscano la sintesi di glucosio a livello epatico ed aumentino il suo utilizzo nei vari tessuti corporei.
  • La pianta ha proprietà toniche e adattogene, perché favorisce la capacità dell’organismo di adattarsi allo stress rafforzando il sistema immunitario, endocrino e nervoso e migliorando le capacità fisiche e mentali. Diversi studi hanno dimostrato infatti che il ginseng influenza la liberazione di cortisolo o “ormone dello stress”; questo stimola la funzionalità del sistema immunitario e il rilascio di proteine, potenziando la resistenza dell’organismo allo stress psicofisico, favorendo l’adattamento alle variazioni esterne e interne che lo sollecitano. Inoltre è in grado di aumentare temporaneamente la funzione e l’attività del corpo con un conseguente miglioramento dei riflessi, una riduzione dell’affaticamento mentale e il potenziamento della memoria.
QUALCHE EFFETTO COLLATERALE…

Proprio per la sua capacità di stimolare i vari sistemi del nostro corpo, il caffè al ginseng va assunto con moderazione. Specialmente se si soffre di insonnia, ansia o nervosismo, un consumo eccessivo di questa bevanda potrebbe provocare tachicardia, irritabilità o ipertensione. Sarebbe bene evitare anche il consumo di ginseng insieme ad altre bevande eccitanti come caffè, tè o alcolici.

 

…E QUALCHE PRECISAZIONE

Anche per i motivi sopra descritti, la percentuale di estratto di ginseng che viene utilizzata nelle ricette di caffè al ginseng è molto bassa. Su questa questione è bene fare delle precisazioni in quanto spesso, a causa della disinformazione, vengono fatte tante polemiche a riguardo. Ed è giusto come consumatori avere le corrette informazioni.

Ciò che conta nella ricetta dei preparati per caffè al ginseng non è tanto la % di ginseng contenuta nel prodotto, quanto piuttosto la concentrazione di ginsenosidi. I ginsenosidi sono considerati i principi attivi di riferimento per determinare la qualità dei preparati che contengono Ginseng.
Quando si sceglie un prodotto a base di Ginseng non solo è importante conoscere la qualità, ma anche la quantità di principio attivo presente che può variare tantissimo a seconda della forma commercializzata. 
I prodotti normalmente sul mercato utilizzano estratto di ginseng con titoli di principio attivo intorno all’1% o 2% di purezza, mentre alcuni prodotti di maggiore qualità arrivano fino all’8%. Ma maggiore è il titolo di principio attivo, minore è la quantità di estratto usata, altrimenti il prodotto buono e gustoso che conosciamo diventerebbe molto amaro. 
Purtroppo la disinformazione a volte porta a queste incomprensioni e il fatto che in etichetta ci sia indicato 1% di ginseng non significa assolutamente che il prodotto sia qualitativamente superiore a un prodotto in cui ne viene dosato solo lo 0,3%.
Per cui pensiamo solo a goderci una buona tazza di caffè…purchè sia caffè al ginseng! 😛

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